Ali Khamenei, Supremo Ayatollah dell’Iran (ANSA-EPA 2026)
Il capo della diplomazia iraniana Abbas Araghchi, che ha guidato la delegazione di Teheran a Ginevra nei negoziati con gli Usa, ha ribadito la volontà di arrivare a un accordo sul nucleare basato su principi “equilibrati” e rispettosi della sovranità nazionale. Secondo l’Iran è stato concordato un “punto di partenza” su alcuni aspetti chiave che potrebbero costituire la base per un’intesa formale, ma al momento non si può parlare ancora di una svolta.
Araghchi ha sottolineato che l’Iran non intende “cedere alle minacce” Usa, ma perseguire un accordo che garantisca vantaggi economici a Teheran, tra cui la possibilità di togliere le sanzioni in cambio di impegni verificabili sul programma nucleare. L’Iran ha anche chiesto la restituzione dei beni confiscati all’estero come condizione per proseguire i negoziati, perché per arrivare a un accordo devono essere garantiti benefici concreti per l’economia iraniana.
D’altro canto, il leader supremo Ali Khamenei ha mandato segnali diversi, arrivando a lanciare nuove minacce, come quelle di conseguenze militari, anche in riferimento alle manovre delle forze navali americane nel Golfo. Anche se si registrano progressi nella definizione dei principi guida dei negoziati, restano differenze sostanziali su punti chiave, come il livello di arricchimento dell’uranio e le condizioni per togliere le sanzioni, per cui la possibilità di un accordo rapido resta incerta e il clima teso.
