Vladimir Putin e Donald Trump al summit di Anchorage, Alaska, USA (Ansa)
Sono giorni complessi per le equilibri geopolitici internazionali con le ormai note crisi che si stanno verificando su sempre più fronti regionali e – soprattutto – la fine teorica dell’accordo New Start tra USA e Russia che per un paio di decenni ha limitato fortemente la proliferazione delle armi nucleari: un tema sul quale ha riflettuto in queste ore il docente di diritto internazionale Enzo Cannizzaro sulle pagine de ilSussidiario.net; partendo dal ricordare che il principale beneficio di New Start fu quello di “costruire la fiducia reciproca fra le superpotenze nucleari”.
Infatti, Cannizzaro ricorda che pur in presenza del New Start attualmente la quantità – stimata – di ordini nucleari nel mondo sarebbe comunque sufficiente per “distruggere il nostro pianeta“: proprio per questa ragione, l’ipotesi mossa da USA e Russi di rinnovare l’accordo a parole per i prossimi sei mesi – in attesa di un aggiornamento più ampio – è pericolosa; specialmente in un mondo in cui “non ci si può fidare l’uno dell’altro”.
Non solo, perché Cannizzaro ritiene anche che sia ora di estendere ulteriormente New Start al di là dei confini di USA e Russia, coinvolgendo realtà come la Cina – “la cui crescita militare ha (..) superato” quella russa -, ma anche le altre “medie potenze” che possiedono ordigni nucleari; il tutto fermo restando che senza un accordo di questo tipo si tornerà allo scenario pericolosissimo della “competizione selvaggia” che potrebbe presto sfociare nella volontà di qualche paese di “usare” i suoi ordigni nucleari di ultimissima generazione.
