Paolo Maldini, ex dirigente del Milan (Foto: Ansa)
Paolo Maldini è dato molto vicini al club turco del Fenerbahce. Come vi raccontiamo sulle pagine de IlSussidiario.net l’ex dirigente rossonero sarebbe stato contattato dalla squadra di Istanbul offrendogli il ruolo di direttore sportivo e tecnico, con l’obiettivo di costruire una squadra che possa lottare per il campionato, titolo che da più di una decade finisce regolarmente nelle mani degli storici rivali e cugini del Galatasaray. Maldini non ha ancora deciso il da farsi ma sembrerebbe molto propenso ad accogliere la proposta turca, e non è da escludere possa portare con se qualche vecchia conoscenza del calcio italiano, non soltanto giocatori ma anche un allenatore.
In attesa di capire quello che farà ha parlato il presidente dell’ex squadra di Maldini – sia da giocatore che da dirigente – il Gerry Cardinale. Ha rilasciato una interessante intervista ai microfoni del Corriere della Sera, attraverso cui si è concentrato sul futuro della squadra rossonera ma anche sul futuro prossimo. Come vi abbiamo già segnalato sulle pagine de IlSussidiario.net il boss del Milan ha ribadito più volte di essere un vincente, e di aver preso il Diavolo per vincere, non per fare soldi come lo accusano i tifosi. Ai supporters rossoneri Gerry Cardinale ha quindi mandato un sms, supportare per l’appunto di più la squadra, e non continuare a criticarla, di modo da accompagnarla nelle vittorie. Ha quindi fatto chiaramente capire che a fine stagione si tireranno le somme, e che nessuno è al momento sicuro del posto, neanche Massimiliano Allegri, soprattutto se dovesse non centrare l’obiettivo Champions League, chiudendo non nelle prime quattro posizioni.
Dopo la recente vittoria sul Genoa il Diavolo ha mezzo piede in Coppa, ma mai dire mai, e fino al triplice fischio finale del weekend tutto sarà ancora in ballo. Un Cardinale che si è detto molto deluso proprio da questo finale di stagione, per la voglia che ha innata di vincere. In conclusione di chiacchierata con il Corriere della Sera, il presidente rossonero ha spiegato di amare l’Italia, il Milan e Milano, ma la guida del club è senza dubbio una delle cose più difficili che ha fatto in vita sua “Ma vincere – ha chiosato – è diventata una sfida personale”.
