L'interno dell'ospedale Lotti di Pontedera fotografato questa mattina 19 dicembre 2011 a Pontedera. In seguito allo sciopero vengono garantiti gli interventi urgenti. ANSA/STRINGER
In una lunga analisi sulle pagine de ilSussidiario.net, Carlo Zocchetti ha messo in fila tutte le novità (o presunte tali) che l’esecutivo ha inserito nella Manovra per il settore – martoriato da decenni di incuria e disinteresse – della sanità: proprio a questa, infatti, secondo l’analisi sono dedicati la bellezza di circa 147 commi dei 973 che compongono la prima sezione – ovvero quella dedicata agli effettivi interventi proposti dal Governo – dalla Manovra; ma seppur si potrebbe pensare (guardando ai numeri) che la sanità sia di primaria importanza nel testo, la realtà è leggermente diversa.
Di certamente positivo – nota Zocchetti – c’è il non trascurabile fatto che la sanità nei prossimi anni godrà di importanti aumenti dal punto di vista degli stanziamenti economici complessivi: in particole, si parla di 142,9 miliardi complessivi con un aumento di 2,3 miliardi messi a disposizione per il 2026 e di ulteriori 3,9 recuperati dalla Manovra dallo scorso anno; il tutto – insomma – con un aumento complessivo di 6,3 miliardi, pari al 4,6% in più rispetto all’ultimo anno.
Al di là dei soldi, però, guardando agli interventi previsti Zocchetti nota che si tratta di tante piccole proposte, talvolta (come nel caso della deroga sui vincoli alle assunzioni, pur a fronte di bandi che restano in larga parte vuoti) fini a loro stesse: si tratta, insomma, di una riproposizione della “logica del cerotto” con la quale si prova a risolvere le “tantissime piccole ferite” della sanità italiana, ignorando – però – le “grandi malattie” di cui soffre.
