Studenti universitari (Ansa)
Il fenomeno degli studenti impreparati all’università mette in evidenza un baratro tra scuola superiore e mondo accademico, ma secondo l’analisi di Salvatore Abbruzzese, questo non dipende solo dalla mancata selezione nell’accesso agli studi, bensì da tre fattori più profondi. La prima causa è l’affermarsi di una società utilitaristica e semplificata, che premia la velocità e l’efficienza visiva della comunicazione a scapito della lettura profonda e dell’approfondimento, per cui lo studio diventa superficiale, le competenze critiche si riducono e la conoscenza perde centralità.
Il secondo motivo si intreccia con il crollo demografico: ci sono meno iscritti nelle scuole superiori e maggiori pressioni per mantenere classi aperte, quindi cala la selezione si arriva a promuovere studenti anche con gravi lacune. Il terzo è il cambiamento dello studio per le distrazioni, dagli smartphone ai social, che riducono il tempo e la qualità dello studio, e così pure la capacità di concentrazione.
La scuola così non riesce più a garantire una solida base di conoscenze e competenze e gli studenti arrivano all’università con un vocabolario limitato, capacità di scrittura limitate così come quelle di comprensione di testi complessi.
