Pedro Sanchez, Spagna (Ansa)
Il Congresso dei Deputati di Madrid ha bocciato i due decreti sulla casa promossi dal governo di Pedro Sanchez, scatenando una profonda crisi politica in Spagna: a determinare la caduta dei provvedimenti – risposte alle recenti manifestazioni pubbliche – è stato il voto contrario dei nazionalisti catalani conservatori di Junts, il partito guidato da Carles Puigdemont, che ha di fatto spaccato la maggioranza parlamentare.
A nulla sono serviti gli appelli finali del premier della Spagna – che aveva richiamato i deputati alle proprie responsabilità verso i cittadini – e della ministra della Casa Isabel Rodriguez, la quale aveva offerto di trasformare i decreti in disegni di legge per integrare le richieste avanzata del partito Junts.
Il rigetto dei decreti evidenzia la crescente fragilità dell’esecutivo della Spagna nel trovare convergenze parlamentari sui dossier decisivi: pur non comportando lo scioglimento automatico delle Camere, la sfiducia politica spingerà quasi certamente il presidente Sanchez a valutare l’ipotesi di dimettersi e convocare elezioni anticipate, con le ipotesi che sembrano puntare su un ritorno alle urne il 29 novembre.
