Il 20enne sopravvissuto alla strage a Casalotti (social)
Proseguono incessantemente le ricerche per il killer che ha compiuto l’ormai nota strage a Casalotti, il quartiere di Roma che meno di una settimana fa è diventato teatro di un triplice omicidio familiare del quale non si conoscono ancora le ragioni effettive, ipotizzate – ma senza conferme – in una possibile vendetta amorosa, oppure con un debito economico che la famiglia aveva nei confronti del connazionale al centro dell’indagine.
La buona notizia di queste giornate, però, è che l’unico sopravvissuto alla strage a Casalotti – ovvero Amir Ayan Hossain Uddin, il figlio 20enne della coppia uccisa assieme alla figlia minore, di appena 8 anni – è tornato cosciente: dal giorno della strage, infatti, si trovava in ospedale per via di alcune ferite e in queste ore si è risvegliato, chiedendo incessantemente che fine abbia fatto la sorellina; considerato un testimone chiave per capire cosa sia successo in quell’abitazione.
Nel frattempo, oltre all’indagato principale per la strage a Casalotti – ovvero il 43enne Shahadat Hossain – gli inquirenti ritengono probabile che vi sia almeno un complice: l’ipotesi, infatti, è che subito dopo l’omicidio sia stato accompagnato dal presunto complice oltre il confine italiano, magari con l’obiettivo di raggiungere nuovamente il Bangladesh per sfuggire alla giustizia italiana; ma attualmente – appunto – si tratta solamente di un’ipotesi.
