Viaggiatori a Fiumicino (Ansa)
Nella seconda e ultima giornata del Forum internazionale del turismo tenutosi a Milano è emerso che il settore è chiamato a compiere un vero cambiamento culturale e strutturale, passando da servizio economico tradizionale a una vera e propria hospitality & travel industry. Questo “salto”, secondo quanto spiegato da Alberto Beggiolini su IlSussidiario.net, significa riconoscere al settore, che vale oltre il 13% del PIL italiano, una collocazione tra le industrie produttive del paese, con una visione organica e integrata che comprenda ospitalità, viaggi, infrastrutture, cultura e territori.
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha sottolineato che la vera sfida è riuscire a trattenere più a lungo i visitatori sul territorio italiano e diffondere i flussi turistici dalle grandi città anche verso i borghi minori, potenziando infrastrutture e servizi. Serve un piano industriale del turismo e non solo politiche di promozione occasionali: l’Italia deve integrare le sue potenzialità enogastronomiche, culturali, paesaggistiche e produttive, ad esempio valorizzando il connubio tra turismo e prodotti DOP/Igp, che generano decine di miliardi di fatturato.
La ministra del Turismo Daniela Santanchè ha evidenziato l’importanza di rafforzare la sostenibilità del comparto, oltre ad adottare modelli innovativi di gestione dei flussi turistici, nel rispetto della qualità della vita delle comunità ospitanti.
