Guerra in Ucraina (Foto: screen da RSi)
C’è grande attesa – oltre al timore di molti che non si arriverà ad alcuna svolta significativa – per l’apertura dei negoziati di domani ad Abu Dhabi che dovrebbero gettare le basi per la pace in Ucraina, partendo da quel cessate il fuoco più volte chiesto da Kiev e Washington, ma sempre negato fermamente da Mosca: proprio in queste ore negli Emirati dovrebbero arrivare i mediatori statunitensi Witkoff e Kushner, con le trattative sull’Ucraina che dureranno almeno fino alla giornata di giovedì 5 febbraio.
Per ora – come sempre – vige un assoluto riserbo su quelli che saranno i punti focali della discussione tra i mediatori, ma alcune indiscrezioni sono già emerse grazie al Financial Times: stando a quest’ultimo, infatti, sembra che il focus delle trattative sull’Ucraina verrà posto soprattutto su un iniziale cessate il fuoco che dovrebbe permettere di sedere a un futuro tavolo della pace senza che le bombe continuino a cadere su Kiev; ma resta – ovviamente – incerta la posizione del Cremlino.
Il quotidiano finanziario sostiene che come leva per far sì che la Russia rispetti il cessate il fuoco in Ucraina verranno imposte tre linee: la prima prevede – a fronte di una violazione della tregua – un iniziale avvertimento formale; mentre in un secondo momento gli USA permetterebbero ai Volenterosi UE di dispiegare i loro eserciti sul suolo ucraino e la terza violazione comporterebbe anche il dispiegamento dei Marines statunitensi, con la conseguenza di un possibile scontro diretto e (ormai) mondiale.
