In un’analisi per IlSussidiario.tv, il critico cinematografico Emanuele Rauco esplora il ritorno de Il Diavolo Veste Prada 2. A vent’anni dal primo capitolo, David Frankel riunisce il cast originale in un sequel che è, di fatto, un film sul lavoro nell’era digitale. Miranda Priestly affronta la crisi dell’editoria cartacea, mentre la “delfina” Andy è ora una rivale. Nonostante una scrittura meno curata, il film punta sull’effetto nostalgia e sul glamour per far sentire il pubblico “a casa”.
