Matteo Piantedosi, ministro dell'Interno (screen da video)
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi smentisce le indiscrezioni che lo vorrebbero prossimo a lasciare il Viminale per un incarico nelle istituzioni europee. Intervenendo alla rassegna “Pantelleria – Mediterraneo d’Autore“, il ministro ha definito queste ipotesi «assoluta pura fantasia», spiegando che gli incarichi di cui si è parlato non dipendono né dalla premier Giorgia Meloni né da lui stesso.
Piantedosi ha parlato anche del proprio futuro politico una volta conclusa l’esperienza di governo: «Tornerò a fare il prefetto», ha spiegato, aggiungendo con una battuta che, in alternativa, potrebbe dedicarsi alla sua tenuta di campagna in Irpinia. Il ministro ha poi commentato le voci su un eventuale ritorno di Matteo Salvini al Viminale, confermando il rapporto di amicizia con il leader della Lega e ricordando come sia stato lo stesso collega a chiarire di non voler tornare al ministero dell’Interno nell’attuale legislatura, ma eventualmente dopo una nuova vittoria del centrodestra alle prossime elezioni politiche.
Riguardo Roberto Vannacci, ha osservato che un’eventuale collaborazione di governo appare difficilmente compatibile con una proposta politica che, a suo parere, vuole sottrarre consenso proprio ai partiti del centrodestra. Pur sottolineando di non essere un leader di partito, il ministro ha lasciato intendere che immaginare un futuro esecutivo con questa configurazione sarebbe poco realistico.
In merito al recente furto di fentanyl, «molto preoccupante», ha elogiato il tempestivo intervento del sottosegretario Alfredo Mantovano e ricordato che l’Italia si è dotata di uno dei piani di contrasto alle droghe sintetiche più avanzati. Sugli sbarchi di migranti, Piantedosi ha rivendicato i risultati del governo, parlando di una riduzione del 54% degli arrivi irregolari rispetto all’anno scorso, dopo il calo già registrato nel periodo precedente.
Secondo il titolare del Viminale, il rafforzamento delle strutture e delle procedure consentirà di consolidare questo andamento. Commentando infine le parole di Papa Leone XIV sull’accoglienza, il ministro ha spiegato di condividerne lo spirito, precisando però che l’apertura deve essere «sostenibile e regolata».
