Stabilimento Volkswagen (Ansa)
Sembrano trovare sempre più conferma le recenti voci sui licenziamenti di massa che da tempo ventilano tra i dipendenti di Volkswagen, colosso (ex?) tedesco dell’automotive duramente colpito dalla crisi che stanno attraversando tutti i principali gruppi automobilistici del Vecchio Continente, in parte a causa delle politiche green di Bruxelles che hanno imposto una transizione all’elettrico e in parte – forse soprattutto – per i netti cali nella domanda di veicoli che hanno fatto seguito alla crisi pandemica.
Secondo una recente indiscrezione lanciata dal quotidiano tedesco Der Spiegel, infatti, si starebbero facendo insistenti le voci nei vertici di Volkswagen che stanno valutando la chiusura di almeno quattro stabilimenti tra qui e il 2031: si tratterebbe – secondo il quotidiano – di quelli Zwickau ed Emden che erano centrali nella strategia green del gruppo, ma anche di quelli di Hannover e Neckarsulm (questi ultimi, rispettivamente, tra il 2032 e il 2034).
Complessivamente, nei quattro stabilimenti sono attualmente impiegati circa 40mila lavoratori, il cui destino – denunciano da tempo i sindacati – sembra essere tutt’altro che positivo; mentre il Der Spiegel ha aggiunto anche un’ulteriore indiscrezione secondo la quale almeno 50mila dipendenti verranno tagliati entro il 2030 tra pensionamenti e buone uscite: la speranza – forse vana – è che i 40mila tagliati dagli stabilimenti in chiusura possano prendere il posto di questi altri 50mila.
