Gli scontri a Bologna (Foto: screen da Youtube)
Scene che non fanno mai piacere quelle che abbiamo purtroppo visto ieri sera in quel di Bologna. In occasione della manifestazione che il sindaco Matteo Lepore ha organizzato per sensibilizzare circa la morte del 42enne marocchino Fakir, deceduto durante un fermo di polizia su cui si sta indagando, è andata in scena una vera e propria guerriglia. Se una parte dei manifestanti ha deciso di esternare la propria vicinanza alla famiglia della vittima in totale tranquillità, un’altra parte ha invece deciso di sfidare le forze dell’ordine. Deviando dal percorso prestabilito si è quindi scontrata con le forze dell’ordine vicino alla prefettura.
La polizia ha risposta alla carica, ricacciando indietro i facinorosi, che a quel punto si sono bloccati in zona piazza Nettuno, dando vita a delle vere e proprie barricate attraverso l’utilizzo di transenne e biciclette. Il risultato è stato di undici feriti, 6 agenti e 5 manifestanti, ma anche di due auto incendiate e diversi danneggiamenti. Nel corso degli scontri, andati avanti fino a dopo mezzanotte, si sono verificati anche lanci di molotov e di bombe carta, per una serata davvero di alta tensione.
Pesanti critiche nei confronti di Matteo Lepore soprattutto da parte dei partiti al governo, con il ministro dell’intero, Piantedosi, che ha accusato di aver di fatto strumentalizzato la morte di Fakir. Sulla morte del 42enne fermato si sta nel frattempo indagando, per cercare di fare chiarezza e di arrivare alla verità, così come chiesto dalla famiglia dell’uomo che ha perso la vita. Famiglia che nel contempo ha anche condannato le azioni violente di ieri sera, definendole “criminali” e sottolineando come la guerriglia non faccia altro che allontanare la verità.
