Piscina (pexels)
Con l’aumento degli incidenti e – soprattutto – dei decessi nelle piscine italiane che coinvolgono quasi sempre bambini, anche molto piccoli, la Camera ha deciso di intervenire rapidamente per introdurre una nuova serie di norme immediatamente operative che dovrebbero – almeno sulla carta – aumentare la sicurezza per gli utenti, sia nelle strutture pubbliche, sia in quelle private aperte al pubblico e che sono considerate a “uso collettivo”.
Particolarmente impattante per spingere l’intervento del legislatore sulle piscine è stato – tra gli altri – il recentissimo caso della bimba 11enne che è morta dopo essere rimasta incastrata nel bocchettone di aspirazione (o skimmer) di un’impianto privato a Sestri Levante, ma anche il ferimento (fortunatamente non letale) di un’altra bimba nel trevigiano, rimasta bloccata con la gamba nella pompa di ricircolo dell’acqua.
Non a caso, la stretta appena varata sulle piscine va proprio a intervenire sul tema dei bocchettoni di aspirazione e ricircolo dell’acqua, imponendo agli impianti di applicare delle griglie e dei sistemi di sicurezza che evitino l’effetto ventosa: per gli impianti che non si adegueranno verrà disposta la chiusura immediata e, contestualmente, verrà anche istituito un fondo da 4,7 milioni destinato ai gestori degli impianti per l’adeguamento alle nuove norme.
