Pep Guardiola (Foto: Ansa)
Continuano le consultazioni in vista del nuovo commissario tecnico della nazionale italiana. Come vi abbiamo già ricordato sulle pagine de IlSussidiario.net il nome caldo sembrava essere quello di Pep Guardiola, ex commissario tecnico del Manchester City. Ieri Paolo Maldini, neo dirigente della Federcalcio, ha spiegato di aver parlato con lui e anche con Carlo Ancelotti, attuale ct del Brasile, reduce da un mondiale in America non proprio brillante.
Sembra che il tecnico di Reggiolo abbia declinato, ringraziando, la proposta, e lo stesso dicasi per Guardiola, discorso ormai chiuso. Nella notte sarebbe infatti arrivato il no definitivo anche del catalano, di conseguenza altro nome da depennare. Resta quindi Andrea Pirlo, grande amico di Maldini e in generale della nazionale italiana, anche se va detto con tutta onestà che nelle vesti di allenatore non ha sin qui ottenuto risultati brillanti. Vero anche che guidare una nazionale è altra cosa rispetto alla guida di una squadra di Serie A o di qualsiasi altro campionato al mondo.
Qualora Guardiola alla fine dovesse eventualmente tornare sui suoi passi e firmare con l’Italia diverrebbe uno dei pochissimi casi di ct stranieri ad aver guidato la selezione azzurra. Nel corso della storia della nazionale, infatti, l’Italia si è affidata ad Helenio Herrera, argentino naturalizzato francese, che venne scelto dopo aver vinto due Coppe dei Campioni con l’Inter. I risultati non furono però positivi e pochi mesi dopo venne esonerato. Si ricordano poi Harry Fgoodley e William Garbutt, ma parliamo di un’era fa, precisamente dal 1912 al 1914. Anche Hugo Rietmann allenò la nazionale più di 100 anni fa. Infine ci fu l’ungherese Czeizler, che guidò la selezione italiana fra il 1953 e il 1954, partecipando anche al Mondiale, ma con risultati negativi.
