Andrea Pirlo (ansa)
Sembra essere sfumato rapidamente il sogno di Andrea Pirlo si diventare il CT della Nazionale italiana di calcio, partito solamente una decina di giorni fa e sfumato immediatamente in polemiche, soprattutto a causa del caso che si è creato attorno al suo ruolo di ambasciatore per una nota agenzia e scommesse e per via dei dubbi sull’esistenza di un possibile conflitto d’interessi: un sogno chiuso dal presidente della Federcalcio, Giovanni Malagò, ora impegnato a trovare un altro nome che possa prendere il suo posto.
Il pomo della discordia sulla candidatura di Pirlo al ruolo di CT della Nazionale è stata proprio l’esistenza dell’accordo commerciale con l’agenzia di scommesse Fonbet: si tratta, infatti, di un marchio che fa riferimento all’oligarca russo Sergey Lomakin, già sponsor dello United FC di Dubai (che l’ex rossonero allena) e che è stato ritenuto da molti un possibile rischio per la postura pubblica dell’Italia nei confronti di Roma.
Non solo, perché oltre al caso Fonbet, sono stati sollevati anche dei dubbi – appunto – su un presunto conflitto di interessi: il figlio di Pilo – Nicolò -, infatti, ricopre un ruolo di rilevo nel mondo della procura sportiva e, nonostante non abbia un’abilitazione come agente sportivo che potrebbe avvantaggiare il padre, secondo alcuni potrebbe aprire ad alcuni dubbi nella percezione degli osservazioni esterni.
