Strage di Corinaldo, Lanterna Azzurra (Foto: Ansa)
Moez Akari, uno degli autori della strage di Corinaldo, parla per la prima volta a quasi 10 anni da quei terribili eventi avvenuti presso la discoteca Lanterna Azzurra. Come vi segnaliamo già sulle pagine de IlSussidiario.net Canale 122 ha raggiunto il detenuto – condannato a 11 anni e 6 mesi in via definitiva – presso il carcere di Ferrara. E’ uno dei famosi membri della “banda dello spray al peperoncino”, il gruppo di ragazzi che ha dato il via al caos e ad una serie di eventi che poi hanno portato alla morte di sei persone, cinque ragazzi e una madre, oltre ad una sessantina di feriti.
Moez Akari ammette di essere profondamente cambiato in questi anni, e si è detto profondamente dispiaciuto per l’episodio. Moez Akari – secondo alcune chat emerse con Andrea Cavallari – aveva progettato una evasione durante una delle uscite dal carcere per lavorare, di conseguenza gli sono stati revocati i permessi da parte del tribunale di sorveglianza. In ogni caso, come detto sopra, il ragazzo è oggi profondamente pentito, ammette di essere il primo ad aversi assunto le responsabilità di quanto accaduto, per dare giustizia ai famigliari delle vittime. Nel 2018, quando avvenne la strage di Corinaldo, Moez ammette di aver preso delle scelte sbagliate, ma rinchiuse in un passato che non gli appartiene più. Oggi Akari si è laureato in biotecnologie farmaceutiche e non è più il membro di una gang che girava con lo spray al peperoncino per arraffare qualche portafoglio. “Sono una persona diversa”, ed è pronto a parlare con tutte le famiglie coinvolte, per spiegare loro chi era ma soprattutto chi è diventato e anche per chiedere il perdono vero.
