Iran: esplosione nello stretto di Hormuz (Ansa)
A poco più di esattamente sei mesi dallo scoppio della guerra in Iran, uno studio della Brown University – citato in queste ore dal quotidiano statunitense Axios – ha fatto i conti in tasca ai consumatori americani, stimando l’effettivo impatto del conflitto di Trump che avrebbe dovuto liberare il Medio Oriente dal problema nucleare che – a suo avviso – rappresentava lo Stato islamico: un conto – com’è facile immagine – salatissimo e che cresce di minuto in minuto.
Secondo lo studio citato da Axios, infatti, per i cittadini statunitensi gli ultimi sei mesi di guerra in Iran hanno rappresentato un costo di ben 100 miliardi di dollari complessivi, tenendo conto solamente dei prezzi energetici esplosi dopo lo scoppio del conflitto: secondo la Brown University, peraltro, il conto cresce di circa un milione di dollari ogni 2 minuti e ha avuto un impatto pari a circa 760 dollari a famiglia.
Oltre che negli USA, però, il costo della guerra in Iran sembra essere tutt’altro che basso anche per noi italiani: a dirlo, in questo caso, è la Confederazione nazionale dell’artigianato con uno studio pubblicato il 31 agosto che stimava circa 14 miliardi di euro, tra i quali 11,6 miliardi per i soli costi energetici e i restanti 2,3 miliardi per l’aumento della spesa pubblica per i tagli alle accise, i crediti d’imposta e le varie misure contro il caro vita.
