Jordan Lopes da Silva, arrestato in Brasile (web)
Ha provato a sfuggire alle forze dell’ordine travestendosi da donna, con tanto di parrucca, occhiali e smalto sulle unghie, portando perfino in braccio un bambino non suo per passare inosservato: è la storia (assurda) del 33enne Jordan Lopes da Silva, tradito solamente da un tatuaggio rimasto scoperto mentre usciva di casa e – di conseguenza – arrestato a Mulumbu, nello stato di ParaÃba, in Brasile, assieme ad altri due sospettati.
Ricercato per 16 omicidi compiuti in tre mesi sul territorio del Brasile, l’uomo ha rilasciato una confessione shock agli inquirenti: ha, infatti, dichiarato di aver ucciso un totale di ben 80 persone, con la prima vittima mietuta – secondo il suo racconto – a 13 anni; con una cifra che, se venisse confermata dalle indagini, Lopes da Silva entrerebbe a tutti gli effetti tra i serial killer più prolifici della storia.
Tra i delitti contestati all’uomo arrestato in Brasile compaiono l’agguato a due commercianti a Rio Tinto e l’assassinio di una giovane, la cui salma è stata fatta ritrovare dallo stesso indagato e le autorità ipotizzano forti legami tra il 33enne e la criminalità organizzata locale; mentre, nel tentativo di giustificarsi, l’uomo ha anche dichiarato di ritenersi “una brava persona” e di aver eliminato esclusivamente altri criminali per ripulire la società .
