Telefonata Roberto Mollo (Foto: Tg1)
Il Tg1 ha mandato in onda la telefonata di Roberto Mollo, il 35enne della provincia di Cuneo che domenica notte ha ucciso un ladro che era entrato nella sua cascina. L’uomo si dice disperato e spaventato per quello che è accaduto, precisando di aver avuto paura e che era da solo in casa. Ha quindi deciso di prendere la pistola e di sparare contro quelle persone che avevano violato la sua proprietà, sentendosi in pericolo. Roberto Mollo, ricordiamo, è attualmente indagato per omicidio volontario dopo aver ucciso il 36enne Gjovalin Lazri, uno di coloro che sono appunti entrati nella sua abitazione. Secondo la ricostruzione fornita dal presunto assassino, avrebbe sparato contro le ombre, vedendo ben poco essendo di notte.
Alla fine sono stati ritrovati dodici bossoli, mentre il Lazri è stato colpito a morte da un solo proiettile, così come emergerebbe dalle prime risultanze dell’autopsia effettuate sul cadavere del presunto ladro. Nei prossimi giorni sono previsti nuovi approfondimenti per stabilire in particolare la dinamica balistica e comprendere così se Roberto Mollo abbia colpito il ladro frontalmente o alla schiena, circostanza che sarà decisiva anche per stabilire l’eventuale tipo di reato fra omicidio volontario, colposo e eventualmente eccesso di legittima difesa. Ricordiamo che il gioielliere Mario Roggero è stato condannato a 14 anni di carcere, ma il commerciante aveva ucciso tre ladri, e tutti e tre in fuga, di conseguenza tre persone che non rappresentavano più in pericolo per lo stesso Roggero.
Il caso di Roberto Mollo sembrerebbe essere differente, visto che la tentata rapina è avvenuta di notte, al buio, in una cascina e in una situazione quindi di maggiore “pericolosità”. Gli avvocati del 35enne cuneese nonché della vittima si sono detti in attesa di capire come proseguiranno le indagini, nonché le prossime risultanze, per comprendere al meglio questa vicenda e stabilire eventuali responsabilità. Nel frattempo Mollo sembrerebbe essersi profondamente pentito dopo quel gesto: “Sono disperato” ha ripetuto più volte ai carabinieri la notte fra sabato e domenica, quando è avvenuto il fattaccio.
