Il premier del Canada, Mark Carney (ansa)
Gli elettori della provincia canadese dell’Alberta saranno presto chiamati alle urne per decidere se avviare l’iter legale per un futuro referendum di secessione dal Canada: una consultazione che sembra mettere a dura prova l’unità nazionale canadese e che ha già fatto registrare – nel voto anticipato – un’affluenza record di oltre 1,35 milioni di elettori; mentre la spinta separatista è guidata soprattutto dall’ala radicale del partito conservatore al governo che ha guadagnato un peso politico senza precedenti dopo le tensioni e le restrizioni sanitarie dell’era pandemica.
Nonostante la premier provinciale dell’Alberta – Danielle Smith – sia complessivamente contraria alla scissione, citando soprattutto i sondaggi che indicano il sostegno all’indipendenza fermo al 22 per cento, ha dovuto cedere alle pressioni degli attivisti per andare al voto; mentre il primo ministro canadese – Mark Carney, originario di quella stessa provincia -, ha lanciato un accorato appello per la coesione nazionale, avvertendo che il futuro stesso del Paese è in gioco, peraltro in un momento storico fatto di minacce di annessione ed escalation commerciale da parte degli USA di Trump.
La consultazione si svolge, peraltro, in un clima di profondo lutto nazionale per il recente e tragico incendio nella base militare di Wainwright – in Alberta -, costato la vita a quattro soldati; mentre, indipendentemente dall’esito della futura consultazione, i leader del movimento indipendentista hanno già chiarito che le rivendicazioni contro le politiche energetiche e la centralità di Ottawa non si fermeranno, pur escludendo categoricamente qualsiasi futura convergenza o annessione agli Stati Uniti.
