Delitto di Garlasco, Andrea Sempio (Ansa)
La Procura di Pavia ha compiuto un passo decisivo (ma non ancora determinante) nel nuovo capitolo giudiziario sul delitto di Garlasco, con il Procuratore capo – Fabio Napoleone – che ha chiesto il rinvio a giudizio per Andrea Sempio sull’accusa di omicidio volontario: una decisione ampiamente annunciata, che formalizza la ricostruzione degli inquirenti sulla tragica morte di Chiara Poggi e che ora passerà al vaglio del Giudice per l’udienza preliminare per stabilire l’eventuale avvio del processo.
Secondo la tesi della Procura, l’aggressione a Garlasco si sarebbe svolta in più fasi all’interno della villetta: Sempio – infatti – avrebbe colpito la studentessa al volto al piano terra per poi trascinarla verso la cantina e, di fronte al tentativo di reagire, l’avrebbe spinta giù dalle scale per poi infliggere gli ultimi colpi mortali; con l’accusa che ritiene anche che l’efferatezza dell’azione giustificherebbe le aggravanti della crudeltà e dei futili motivi, legati al risentimento per un presunto rifiuto sessuale.
La difesa di Andrea Sempio – guidata dall’avvocato Liborio Cataliotti – ha accolto la notizia con freddezza, sottolineando come la richiesta fosse del tutto prevedibile dopo la chiusura delle indagini su Garlasco: i legali, infatti, si dicono pronti a smontare il quadro accusatorio in aula, forti della lunga serie di contro-consulenze che sono state effettuate nel corso degli ultimi mesi.
