Famiglia nel bosco (Foto: Ansa)
Catherine Birmingham – ovvero, ovviamente, la mamma della famiglia nel bosco di Palmoli – ha ottenuto un contratto di collaborazione con l’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare di Roma che prevede la sua partecipazione al corso di perfezionamento in “Intelligenza Naturale”: la donna è stata chiamata a offrire una testimonianza esperienziale sul proprio vissuto personale e familiare a fronte di un compenso pari a 60 euro lordi all’ora, con un’entrata economica che potrebbe rivelarsi decisiva per sbloccare i lavori della nuova abitazione, nodo centrale per ottenere il ricongiungimento con i figli.
I tre figli della famiglia nel bosco – si ricorderà – sono stati allontanati a seguito di un provvedimento del Tribunale per i minorenni dell’Aquila che aveva sospeso la responsabilità genitoriale a causa delle precarie condizioni abitative del casolare nel bosco, privo dei servizi essenziali: l’impiego retribuito di Catherine, peraltro, potrebbe rappresentare un passo significativo nel percorso verso la stabilizzazione economica richiesta dal tribunale per riconoscere ai genitori l’idoneità familiare.
Nel frattempo, la difesa della famiglia nel bosco – guidata dall’avvocato Simone Pillon – ha depositato una memoria di 36 pagine per chiedere il rientro immediato dei bambini, segnalando i disagi psicologici derivanti dal collocamento extrafamiliare: il legale, infatti, ha sottolineato la piena collaborazione dei genitori, il loro costante impegno nei percorsi di supporto alla genitorialità e il parere dei tecnici sulla necessità di porre fine a uno stato di instabilità emotiva per i bimbi.
