David Rossi (Foto: Linea di confine)
Arriva una svolta clamorosa nel giallo sulla morte di David Rossi – l’ex responsabile della comunicazione della banca MPS precipitato dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013 -: dopo 13 anni e due archiviazioni per suicidio, infatti, la Procura distrettuale antimafia di Firenze ha aperto per la prima volta un fascicolo d’indagine per omicidio, con gli atti che sono stati trasmessi dai magistrati senesi a seguito del nuovo esposto presentato dalla famiglia e dell’invio del materiale raccolto dalla Commissione parlamentare d’inchiesta.
L’indagine della DDA fiorentina – avviata in gran segreto nei mesi scorsi e affiancata da un analogo fascicolo aperto a Brescia – punta a fare luce sulle evidenti incongruenze emerse dalle recenti perizie medico-legali, che hanno riscontrato lesioni sospette sul corpo di David Rossi incompatibili con una caduta volontaria; mentre risulta che gli investigatori abbiano già iniziato a riascoltare diversi testimoni chiave per ricostruire con precisione le ultime ore di vita del manager.
Tra le piste al vaglio degli inquirenti sull’omicidio di David Rossi spicca quella del movente economico legato al ricco capitolo delle sponsorizzazioni di MPS, pari a 50 milioni di euro l’anno che aveva subito importanti tagli poco prima della tragedia: le verifiche – appunto – mirano a chiarire l’eventuale destinazione di quei fondi e l’ipotizzata ombra della criminalità organizzata (in particolare della ‘Ndrangheta) attorno ai flussi finanziari gestiti dall’istituto senese.
