Il villaggio olimpico a Milano (Ansa)
Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 è arrivato il momento – secondo una riflessione pubblicata su ilSussidiairo.net da Alberto Beggiolini, ex vicedirettore de Il Gazzettino – di avviare una profonda e approfondita riflessione sul futuro del turismo montano in Italia, mettendo a sistema la positiva esperienza olimpica per rilanciare le mete alpine del Bel paese e consolidare i numerosi investimenti già messi in campo: per le Olimpiadi, infatti, sono stati programmati (e in larghissima parte già realizzati) 98 differenti interventi per un valore di ben 3,4 miliardi di euro.
Secondo una serie di analisi realizzate da Isnart e Unioncamere durante il periodo delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 si registreranno più di 500mila arrivi nelle località olimpiche, con circa 1,8 milioni di presenze e una ricaduta economica – contando anche l’indotto e i lavori – di qualcosa come 5,3 miliardi di euro; mentre sono già tangibili – ancora prima dell’avvio dei giochi – le ricadute per i territori con la Valle d’Aosta che ha registrato un aumento dell’11% nelle presenze, il Trentino del 12% e l’Alto Adige del 6%, tutti e tre rispetto all’anno record del 2019.
La sfida, ora, è quella di capitalizzare le ricadute turistiche delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, facendo sì – spiega la presidente di Confindustria Alberghi Elisabetta Fabri – che i giochi diventino una “vetrina internazionale” per le nostre località montane: per Fabri, infatti, è importante “progettare un futuro solido per il turismo italiano” con una serie di “investimenti mirati” che possano garantire una crescita “sostenibile, innovativa e internazionale” al settore.
