L’esplosione avvenuta in un casolare nel Parco degli Acquedotti a Roma, in cui sono morti due anarchici, apre uno scenario inquietante sulle possibili attività in corso e sulle “cellule” ancora attive: gli investigatori stanno cercando eventuali complici e ricostruendo gli obiettivi dell’azione che i due stavano preparando. Secondo quanto emerso dalle indagini, le vittime – legate all’area anarco-insurrezionalista vicina ad Alfredo Cospito – sarebbero morte mentre maneggiavano un ordigno esplosivo ad alto potenziale, probabilmente destinato a un attentato.
Tra le ipotesi al vaglio anche azioni contro la rete ferroviaria o obiettivi industriali e simbolici, in linea con precedenti episodi di sabotaggio attribuiti all’area anarchica. Gli inquirenti stanno ora concentrando l’attenzione sulla rete di relazioni dei due e sui loro ultimi contatti, per capire se dietro c’è un gruppo più ampio o se l’azione fosse autonoma. Non si esclude infatti che l’episodio possa inserirsi in una strategia più ampia legata alla galassia anarchica radicale.
