Banda Uno Bianca (Foto: Tg4)
Il giallo della banda della Uno Bianca deve essere ancora chiarito fino in fondo e lo riferisce nel dettaglio la Stampa, come vi abbiamo precisato già sulle pagine de IlSussidiario.net. Quanto accadde a cavallo fra gli anni ’80 e ’90 potrebbe non essere stata solo l’azione di una banda criminale, ma un’azione manovrata dai servizi segreti per cercare di ripulire l’arma dei carabinieri, fare dei martiri e nel contempo creare trambusto a livello politico.
Proprio per questo la procura di Bologna vuole andare fino in fondo cercando di rivedere da capo tutto ciò che non è stato chiarito nel corso delle indagini di quasi 40 anni fa, che a detta di tutti sono state lacunose e piene di vicende inspiegabili. Gli inquirenti che indagarono all’epoca parlano di ostacoli nella prosecuzione dell’inchiesta e alla fine restano diversi i punti da chiarire. Dubbi che sono ulteriormente sorti dopo la recente testimonianza di Roberto Savi al programma di Rai Due Belve, che ha spiegato che la banda della Uno Bianca agi in quanto coperta dai servizi segreti.
Troppe le cose che non tornano fra testimonianze sparite, persone tirate in ballo senza un reale motivo, omissioni e molto altro ancora, e su tutta questa immensa mole di materiale sta lavorando la procura di Bologna che intende riascoltare proprio lo stesso Savi nelle prossime settimane. La banda della Uno Bianca agiva solo perchè odiava i carabinieri o realmente le loro azioni erano spinte da “qualcuno più in alto”? Lo scopriremo, forse, in un futuro non troppo lontano.
