Gino Paoli nel 2024 (Ansa)
È un ricordo intimo di Gino Paoli, morto ieri a 91 anni, quello del musicista Walter Muto sul IlSussidiario.net, in cui evita toni celebrativi restituendo invece la profondità umana dell’artista. Più che una semplice biografia, è una sequenza di memorie personali e culturali, quasi un album di immagini che attraversano la vita e la musica del cantautore.
Quella di Paoli è una generazione indimenticabile della scuola genovese, come Tenco, De André e Lauzi, con cui ha trasformato la musica italiana del secondo ‘900. Ha una sua storia di alti e bassi, luci, inquietudini e ombre: il successo artistico, gli amori, ma anche vicende drammatiche come il tentato suicidio che gli lasciò una pallottola vicino al cuore,
Nel suo racconto emerge questa dualità: Paoli è stato un uomo capace di trasformare fragilità e tormento in musica senza tempo, dando voce a emozioni universali con grande semplicità. La sua carriera è nella storia culturale del nostro Paese e nella memoria collettiva. Con lui va via anche un pezzo di ‘900: un mondo fatto di rapporti veri, sperimentazione e poesia, che oggi sembra lontano ma continuerà a vivere nelle sue canzoni.
