Omogeneizzati (Pexels)
Poteva trasformarsi in una vera e propria stage – e, purtroppo, il rischio non è ancora stato completamente scongiurato, ma ci arriveremo tra un attimo – il tentativo di estorsione ideato da un uomo 39enne in Austria, passato attraverso l’immissione di veleno per topi in alcuni barattoli di omogeneizzati prodotti e venduti dall’azienda HiPP, immediatamente corsa ai ripari con un richiamo generalizzato di tutti i lotti che si ipotizza siano stati contaminati.
Procedendo per ordine, è bene ricordare che la vicenda degli omogeneizzati avvelenati era stata scoperta per caso da un acquirenti che aveva notato alcune anomalie in un barattolino di purea di carote e patate: sottoposto ad analisi, è poi risultato contaminato con del bromadiolone, ovvero un potente veleno anticoagulante che – specialmente nei neonati – può portare rapidamente a una morte pressoché asintomatica, provocando emorragie interne.
Complessivamente, l’azienda ritiene che gli omogeneizzati manomessi siano almeno sei, cinque dei quali già recuperati e il sesto ancora in circolazione; mentre, secondo le indagini da parte delle autorità di Austria e Germania, il fine ultimo del responsabile era quello di estorcere soldi all’azienda: infatti, aveva chiesto un pagamento da 2 milioni di euro in criptovalute, con la minaccia di avvelenare una quantità nettamente maggiore di barattoli.
