In un’intervista per IlSussidiario.tv, il professor Andrea Pomella analizza la crisi nello Stretto di Hormuz come uno “stress test” della competizione egemonica tra USA e Cina. Mentre Pechino ignora le sanzioni americane e sfrutta l’indebolimento del dollaro, mantiene una “pazienza strategica” ambigua: desidera la stabilità dei commerci, ma trae vantaggio dalle difficoltà di Trump. Per Pomella, l’incontro tra i due leader a maggio non sarà una nuova Yalta, ma un tassello di un’instabilità sistemica ormai cronica.
