L'ex premier della Romania Ilie Bolojan (x)
Con poco più della metà esatta dei voti, il Parlamento della Romania ha approvato la mozione di sfiducia presentata dall’insolita alleanza che si è creata tra i Socialdemocratici di PSD e l’estrema destra di AUR, aprendo – di fatto – alla crisi di governo e alla caduta definitiva dell’esecutivo guidato dal liberale ed europeista Ilie Bolojan: un fatto certamente singolare per via della strana intesa che si è creata tra due partiti che si posizionano agli antipodi del compasso politico.
La crisi politica in Romania, però, in realtà ventilava già da parecchio tempo, con le prime – durissime – critiche mosse contro il premier che risalgono già al 2024, legate soprattutto alle tensioni belliche in Ucraina e al ruolo della Russia nella politica nazionale; mentre il punto di rottura sembra essere stato la crisi economica che ha costretto il premier a mettere in campo delle misure di austerità per mantenere in ordine i conti pubblici.
Proprio quest’ultima decisione ha sancito la definitiva rottura con i Socialdemocratici di PSD – peraltro profondamente euroscettici – e solamente lo scorso mese il leader del partito, George Simion, aveva annunciato la sua uscita di scena dalla maggioranza in Romania, trovando poi contatti con AUR: ora tutto passa nelle mani del presidente Nicusor Dan che dovrà avviare una serie di complesse interlocuzioni per scongiurare il voto anticipato e – soprattutto – la deriva di estrema destra.
