La missione UNIFIL in Libano (Ansa)
Nuova tensione nel Sud del Libano, dove la missione Unifil torna a fare i conti con l’escalation lungo la linea di confine tra Israele e Hezbollah: nella giornata di martedì un drone, ritenuto presumibilmente riconducibile al movimento sciita libanese, è esploso all’interno del quartier generale della forza Onu a Naqoura, sede in cui opera anche il contingente italiano. Non si registrano feriti tra i militari presenti nella base, ma l’esplosione ha causato danni ad alcuni edifici della struttura.
L’episodio non appare isolato: già domenica scorsa un altro drone era precipitato all’interno della stessa base, finendo in uno spazio aperto senza causare conseguenze alle persone presenti. Nelle ultime ore, inoltre, un altro velivolo è esploso all’esterno del compound, a pochi metri dalle installazioni delle Nazioni Unite. Secondo quanto riferito da Unifil, lunedì scorso altri tre droni dello stesso tipo erano detonati nella stessa area.
La missione Onu ha espresso forte preoccupazione per il deterioramento della sicurezza nella zona, indicando come motivo d’allarme sia le attività di Hezbollah sia la presenza e i movimenti dei soldati israeliani in prossimità delle postazioni delle Nazioni Unite. Una situazione che alimenta il timore di un ulteriore allargamento delle tensioni regionali, ma le forze internazionali presenti sul territorio cercano di mantenere il fragile equilibrio lungo il confine meridionale del Libano.
Sul fronte diplomatico, la vicenda ha avuto immediate ripercussioni anche a Roma: nella serata di ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha avuto una telefonata con il presidente israeliano Isaac Herzog. Secondo fonti del Quirinale, il colloquio è stato “franco e aperto”. Nel corso della conversazione il Capo dello Stato ha ribadito “l’urgente necessità di abbandonare in Medio Oriente lo stato di guerra permanente”, sottolineando inoltre come gli attacchi contro il contingente Unifil siano “inaccettabili”.
Mattarella ha richiamato anche la necessità di garantire il rispetto del diritto della navigazione nelle acque internazionali, in una fase in cui la crisi mediorientale continua a estendersi ben oltre il teatro libanese; infine, ha confermato il “determinato impegno” dell’Italia nel contrasto a ogni forma di antisemitismo, riaffermando la posizione italiana in uno scenario diplomatico sempre più delicato.
