La grotta dei Cinghiali volanti di Cuneo (Foto: web)
È stata una vera e propria maxi operazione di soccorso quella organizzata nella tarda serata di ieri alle porte di Cuneo – precisamente in quel di Garessio – per trarre in salvo lo speleologo Nicolò Astori che era rimasto intrappolato all’interno della grotta dei Cinghiali volanti: l’allarme era stato lanciato dai suoi compagni d’escursione e nel sito sono accorsi una 50ina di tecnici piemontesi, liguri e lombardi per portare in salvo il giovane.
Stando alle primissime ricostruzioni, durante l’esplorazione dell’angusta caverna, Nicolò Astori è rimasto intrappolato a causa del crollo improvviso di un masso che gli ha bloccato e ferito la gamba, impedendogli di proseguire autonomamente sul percorso di uscita: il primo allarme è stato lanciato attorno alle 17 di ieri e sono state necessarie circa 12 ore di estenuante lavoro per riportare il 20enne genovese all’uscita dalla grotta dai 120 metri di profondità nei quali si trovava.
Dopo aver verificato le buona condizioni di salute di Nicolò Astori, infatti, gli esperti del Soccorso alpino hanno dovuto richiedere il supporto dei disostruttori per rendere più ampio il cunicolo e permettere l’ingresso e l’uscita di una barella: attualmente il giovane speleologo è ricoverato per la ferita riportata alla gamba, ma sembra versare in condizioni di salute positive ed è facile immaginare che presto potrà tornare alla sua vita.
