Cardinale Camillo Ruini (Foto: screen da TgCom24)
E’ morto il cardinale Camillo Ruini. Si è spento nella tarda serata di ieri, all’età di 95 anni, uno degli uomini simbolo della Chiesa Cattolica soprattutto a cavallo fra gli anni ’90 e la prima decadere dei 2000. Si è spento nella sua abitazione, contornato dalle persone a lui più care che lo hanno assistito fino all’ultimo. Complice la vecchia le sue condizioni di salute si erano aggravate soprattutto negli ultimi due anni, tenendo conto che sia nel 2024 quanto l’anno scorso il cardinale Camillo Ruini ha rischiato di morire: due anni fa aveva infatti avuto un infarto mentre l’anno scorso un grave blocco renale e in entrambi i casi era stato costretto al ricovero ospedaliero presso l’ospedale Policlinico Gemelli di Roma.
Moltissime le battaglie portate avanti dal cardinale Ruini durante la sua carriera, come ad esempio quando riuscì a “far boicottare” il referendum sulla procreazione assistita, che non raggiunse il quorum proprio grazie ai suoi interventi contrari. Non ha mai riconosciuto legalmente le coppie di fatto, e nel contempo è stato un grande “dialogante” con i principali capi politici soprattutto della seconda repubblica, di tutti i segni, dal centrodestra al centrosinistra.
Da segnalare anche la carica di presidente della Cei, la conferenza episcopale italiana, dal 1991 al 2007, ben sedici anni attraverso cui ha fatto valere la sua azione fortemente cattolica improntata su una linea di intervento diretto sui cosiddetti «valori non negoziabili». Se ne va una figura per certi versi divisiva ma senza dubbio importante per la storia moderna della Chiesa Cattolica: ora è tornato alla Casa del Padre.
