Caldo estremo a Torino (ansa)
Con la nuova ondata di caldo che sembra essere entrata a pieno titolo nella nostra quotidianità, in giro per l’Europa stanno iniziando a entrare in vigore i piani contro l’emergenza climatica disposti da presidenti e sindaci: un’ondata che è già la terza nell’arco di appena poco più di un mese dall’inizio di giugno e che – secondo gli esperti – potrebbe protrarsi almeno fino alla metà della terza settimana di luglio, con il picco atteso tra prossimi martedì e mercoledì.
Epicentro del caldo europeo – esattamente come nelle scorse ondate – sembra essere nuovamente la Francia, con circa 26 milioni di cittadini che sono interessati dal noto bollino rosso per l’emergenza climatica: non a caso, a Parigi sono già numerosi gli eventi – specialmente quelli in cui non è prevista l’aria condizionata – cancellati; mentre la Tour de France, il Louvre e il Musee d’Orsay hanno disposto la chiusura anticipata ai turisti.
Contestualmente, anche la Germania e l’Algeria si trovano a fare i conti con il caldo estremo: nel primo caso, infatti, sono stati ben 99 i decessi per annegamento registrati nel solo mese di giugno (superiori a quelli degli ultimi 20 anni, dopo il picco nel 2003); mentre nel secondo, in appena 24 ore si sono sviluppati ben 119 incendi boschivi che hanno distrutto centinaia di ettari in tutto il Paese, soprattutto a Sebaa Mzair, Bejaia e Blida.
