Portaerei USA (Ansa)
Dopo diversi giorni a sentir parlare del crescente rischio di un’escalation militare nell’isola di Cuba – da tempo al centro delle ormai evidente mire militariste di Donald Trump -, in queste ore il Southcom USA sembra aver compiuto un altro (potenzialmente drammatico) passo verso l’invasione: il Comando militare statunitense, infatti, ha confermato l’arrivo della portaerei militare Nimitz nelle acque caraibiche, già coinvolta nelle altre missioni militari in America Latina.
Non è chiaro, attualmente, quale sarà l’effettivo destino di Cuba, con la presidenza statunitense che da mesi interi esercita crescenti pressioni che hanno causato il tracollo economico dell’isola, ma il copione sembra essere identico a quello che abbiamo già visto in Venezuela e – soprattutto – in Iran: Trump, dal canto suo, in queste ore ha assicurato che “non ci sarà un’escalation”, con la promessa – però – di “aiutare” la popolazione a uscire dal “disastro” in cui si trova.
Contestualmente, un altro – durissimo – colpo è stato inflitto dagli USA contro Cuba: sempre in queste ore, infatti, il fratello di Fidel Castro, Raul, è stato formalmente incriminato assieme ad altre cinque persone, accusato di “omicidio e cospirazione” contro alcuni cittadini statunitensi per l’abbattimento di due aerei – che poi si rivelarono umanitari – che si verificò più di 30 anni fa; con la richiesta di Washington di estradizione verso gli USA per sostenere il processo.
