Ebola in Congo (Ansa)
Già dichiarata “emergenza sanitaria globale” diversi giorni fa dall’OMS, l’epidemia di ebola in Congo sembra preoccupare sempre di più le autorità sanitarie globali, con l’infezione che sembra diffondersi molto rapidamente e che per la prima volta – almeno, per quello che ci è dato sapere ufficialmente – ha raggiunto anche un soggetto non congolese: a renderlo noto è nuovamente l’Organizzazione mondiale della sanità che parla di un’infezione in un missionario statunitense.
In particolare, lo statunitense contagiato con l’ebola è il medico Peter Stafford, impegnato da anni in una missione umanitaria in terra congolese, costantemente in contatto con soggetti fragili che – in quanto tali – sono maggiormente esposti al contagio: dopo la conferma dell’infezione, il medico missionario è stato immediatamente prelevato da un team sanitario e trasferito in una struttura specializzata a Berlino dov’è attualmente in cura.
Nel frattempo, però, sembra essere inarrestabile la diffusione dell’ebola con l’ultimissimo bollettino ufficiale che parla di almeno 500 casi sospetti in Congo e più di 130 decessi registrati nell’arco di poche settimane, diffusi in un area geografica sempre più ampia: non è un caso che l’OMS abbia deciso di indire un riunione del suo comitato di emergenza, con l’obiettivo di capire come contenere la diffusione del virus.
