Global Sumud Flotilla (Ansa)
Si è conclusa esattamente come le due precedenti, l’ultima missione della Global Sumud Flotilla che la scorsa settimana era partita dal porto turco di Marmaris per raggiungere Gaza e consegnare alcuni aiuti umanitari al popolo palestinese: un esito lungamente previsto e che – nuovamente – si è consumato al di fuori dei limiti legalmente imposti dai codici di navigazione, con l’IDF che ha abbordato le imbarcazioni umanitarie al largo di Cirpo, in acque internazionali.
Secondo le primissime informazioni, l’equipaggio terrestre della Flotilla aveva perso i contatti con tutte e 35 le imbarcazioni che componevano il fronte della missione, ma in un secondo momento il giornalista statunitense Alex Colston – che si trova a bordo – ha precisato che sarebbero state solamente 10 le imbarcazioni effettivamente intercettate da Israele, con altre 30 che hanno cambiato rotta per raggiungere l’Egitto e cercare di riorganizzarsi.
Nel frattempo, l’IDF ha fatto sapere che gli attivisti della Flottila fermati saranno portati da una “prigione galleggiante” nella città di Ashdod, dove si procederà alla loro espulsione; mentre il coordinamento italiano ha fatto sapere che sulle imbarcazioni ce ne sono alcune che battono bandiera italiana per un totale di 35 attivisti (non è chiaro quanti tra loro siano stati arrestati), tra i quali anche il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto, diretto in Egitto.
