Neonato (Foto: Pixabay)
Il content creator Elia Catholic, attraverso la propria pagina Instagram, ha detto la sua sul caso della coppia gay canadese che ha fatto causa alla mamma surrogata dopo che il figlio è nato con il labbro leporino. In poche parole, la coppia aveva detto alla donna di abortire dopo che era emersa la malformazione, ma lei si era rifiutata di interrompere la gravidanza, portando a termine il parto.
«Oggi vi porto nell’inferno dell’utero in affitto – le parole di Elia Catholic –. Che cosa è successo? In Ontario è successo che una coppia, fra le tante che ha commissionato un figlio, ha avuto un piccolo problema: durante la gravidanza si scopre che questo figlio ha il labbro leporino. Subito la coppia chiede alla donna di interrompere la gravidanza, però lei si rifiuta perché, dice, alla fine ha solo il labbro leporino. E ancora: “Convince quindi la coppia gay a proseguire la gravidanza. Si arriva al giorno del parto, ma i rapporti si deteriorano ulteriormente perché la coppia vorrebbe che la donna partorisse in ospedale; lei invece dice di no: gli accordi erano che partorisse a casa».
Che cosa succede quindi? «Di fatto il figlio nasce – prosegue Elia Catholic – viene preso subito dalla coppia gay, che però poi intenta una causa contro la donna, una causa da 600 mila dollari. La donna è accusata di aver violato la privacy e di aver arrecato un danno emotivo talmente grave che uno dei due committenti non sarebbe riuscito a lavorare per un anno. E io mi immagino, poveretto, questo che non riesce a lavorare per un anno perché il prodotto commissionato non è perfettamente conforme all’idea che si era fatto di questo bambino».
La donna, intanto, ha dichiarato in un’intervista: «Mi sento semplicemente usata», ed Elia Catholic commenta: «Cara mia, benvenuta all’inferno dell’utero in affitto, in cui il bambino non è più un soggetto di diritti ma diventa oggetto di capricci, prodotto commissionato da coppie gay che devono necessariamente ricorrere a queste pratiche barbare per coronare la loro perversione e ammantarsi di questa patina luminosa di famiglia normale e naturale, che tradisce in realtà logiche perfettamente eugenetiche, in cui, se un prodotto è difettoso, va eliminato proprio come se fosse un iPhone malfunzionante; ma, se il reso non è possibile, quantomeno si richiede un rimborso per i danni subiti».
Elia conclude dicendo: «La storia, in realtà , ci insegna che, quando l’uomo gioca a fare Dio, tutto finisce molto, molto male. Continuate a giocare con le vite innocenti di poveri bambini strappati dalle braccia delle madri per coronare il vostro scopo di perversione; continuate a parlare di famiglie composte da due padri e da due madri, volendo piegare la realtà alla vostra ideologia. Ma io garantisco che giustizia sarà fatta: ciò che non pagherete in questa vita lo pagherete sicuramente, con gli interessi, nell’altra». Qui il video di Elia Catholic.
