Primo giorno di scuola al liceo Newton di Roma, oggi 12 settbre 2011 a Roma. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Il prossimo anno scolastico sta già prendendo forma mentre quello attuale volge al termine: alcune Regioni hanno cominciato a pubblicare i calendari per il prossimo anno scolastico. Il sistema è ancorato a un principio consolidato: le festività principali sono uguali in tutta Italia, per cui le scuole resteranno chiuse, come di consueto, nelle domeniche e nelle ricorrenze civili e religiose nazionali. Dal 1° novembre per Ognissanti all’8 dicembre per l’Immacolata, passando per Natale, Santo Stefano, Capodanno ed Epifania, fino a Pasqua e Pasquetta; in primavera si aggiungono il 25 aprile, il 1° maggio e il 2 giugno, punti fermi che scandiscono ogni anno il calendario scolastico.
Ma oltre a queste date ci sono anche specificità territoriali: ogni città mantiene la pausa per il Santo Patrono, ma entra stabilmente tra le ricorrenze anche il 4 ottobre, giornata dedicata a San Francesco d’Assisi. Regioni e singoli istituti conservano comunque margini di autonomia: possono inserire ulteriori pause, purché sia garantito il numero minimo di giorni di lezione previsto dalla normativa.
Per quanto riguarda il rientro in classe ci sono già delle differenze, infatti nel Nord si parte prima: il 7 settembre nella Provincia autonoma di Bolzano, il 10 settembre in Trento e Valle d’Aosta. Il grosso delle Regioni si colloca però a metà mese: il 14 settembre toccherà a Friuli Venezia Giulia e Umbria, invece Lazio, Sicilia e Toscana ripartiranno il 15. In Puglia, il ritorno tra i banchi è fissato per il 17 settembre, leggermente più tardi rispetto ad altri territori.
Ma il calendario resta un cantiere aperto, infatti nelle prossime settimane arriveranno le delibere mancanti che completeranno il calendario, definendo anche la fine dell’anno scolastico. Per famiglie e studenti è già tempo di primi programmi, tra ponti, pause e un nuovo conto alla rovescia verso settembre.
