Il ministro Giuseppe Valditara in aula (Foto: SUSSIDIARIO.TV)
La distinzione tra licei e istituti tecnici potrebbe presto diventare un ricordo: a lanciare l’idea è il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha aperto alla possibilità di una riforma delle scuole superiori. L’obiettivo è superare una separazione percepita da anni come gerarchica, con i percorsi tecnici spesso considerati “di serie B”: secondo il ministro, questa distinzione non riflette più la realtà né le esigenze del mercato del lavoro. Da qui la proposta: immaginare un sistema più integrato, in cui anche gli indirizzi tecnici possano rientrare sotto una nuova visione, anche cambiando nome. L’ipotesi evocata è quella di un’estensione del concetto di liceo, includendo ambiti come agraria, chimica o tecnologia.
Non parliamo di una riforma definita nei dettagli, ma di una direzione politica: l’idea è di valorizzare competenze pratiche e scientifiche senza contrapporle alla formazione teorica, superando una divisione che ha segnato per decenni l’orientamento scolastico.
Il tema si inserisce nel solco della recente riforma degli istituti tecnici, già avviata con il modello “4+2”, per rafforzare il collegamento con il mondo del lavoro e a formare figure professionali specializzate. I numeri sono ancora contenuti (poco più di 11mila iscritti al primo anno), ma l’obiettivo è arrivare a circa 100mila studenti nel giro di 5 anni.
Nel dibattito entra anche il tema dell’identità culturale della scuola: Valditara richiama un’idea originaria di liceo, che non separava teoria e pratica ma le integrava, includendo discipline legate alla natura e alla produzione.
