Studenti universitari (Ansa)
È stata pubblicata in queste ore un’importante FAQ da parte del Garante della Privacy che sembra aver aperto per la prima volta ufficialmente le porte agli esami a distanza per l’Università, fissando una serie di paletti normativi che dovranno essere rispettati per garantire la massima privacy degli studenti; introducendo anche i concetti di “valutazione d’impatto” e “informativa sulla privacy” che dovranno essere sottoposte agli esaminati.
Procedendo per ordine, il Garante nelle sue FAQ ha precisato che qualsiasi utilizzo di software per le videoconferenze da parte dell’Università deve essere strettamente limitato alla verifica sulla regolarità dello svolgimento degli esami, escludendo categoricamente gli strumenti digitali che possono verificare e raccogliere le informazioni sensibili degli studenti, come i dati biometrici o quelli di geolocalizzazione.
Similmente, per gli esami a distanza delle Università, secondo il Garante sono da evitare anche i sistemi invasivi di controllo dei comportamenti sospetti (come i click del mouse, i movimenti degli occhi o l’apertura di finestre esterne a quella dell’esame): l’unica apertura in tal senso è alla possibilità di registrare il video e l’audio dell’esame, purché si definiscano delle tempistiche precise per la conservazione e – soprattutto – l’eliminazione della registrazione.
