Mark Rutte, Segretario della NATO (Ansa)
Sono state interpretate come un vero e proprio attacco – tanto che poi la stessa Alleanza ha fatto un passo indietro in una dichiarazione ufficiale – le parole pronunciate ieri dal Segretario della NATO Mark Rutte in un’intervista a Fox News, parlando del supporto che l’Europa ha fornito agli Stati Uniti nella loro guerra contro l’Iran: il Segretario, infatti, ha parlato di almeno “500 aerei statunitensi (..) decollati dalle basi americane in Italia”, su un totale europeo di “4/5mila missioni di volo”.
Parole – quelle di Rutte – che lasciavano intendere un presunto coinvolgimento diretto dell’Italia nella guerra in Iran e alle quali ha risposto immediatamente il Ministero della Difesa, dicendosi “sorpreso” delle parole del Segretario che “nulla ha a che fare con l’operazione Epic Fury”: Roma, infatti, avrebbe esclusivamente autorizzato “i voli previsti dai trattati”, escludendo categoricamente le “attività cinetiche” a favore esclusivamente di quelle “tecniche e logistiche”.
La stessa tesi del dicastero di Crosetto, poi, è stata ribadita chiaramente anche dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aggiungendo che è pronto a “riferire in Parlamento” sul rispetto degli accordi internazionali; mentre da Mark Rutte – più tardi – ha preso le distanze anche la stessa NATO, con una nota nella quale ha precisato che il Segretario dell’Alleanza, con il termine “supporto”, si riferiva “a logistica o assistenza tecnica”.
