L'Unione Europea (Foto: Ansa)
Per salvare l’Unione europea servono più collaborazione concreta tra gli Stati e una politica economica davvero condivisa: è questa la tesi di Stelio Mangiameli, professore di diritto costituzionale, secondo cui l’attuale struttura dell’Ue – fondata su bilanci nazionali vincolati e regole fiscali rigide – ha mostrato problemi quando i Paesi membri si sono trovati ad affrontare crisi come l’emergenza sanitaria e in conflitto ucraino. In quei momenti è emerso che servono strumenti comuni più forti.
Per questo, sostiene, l’Europa dovrebbe dotarsi di una vera politica di bilancio comune: solo così si favoriscono gli investimenti nei settori strategici, ridurre le differenze tra le varie economie e impedire che si creino squilibri troppo grandi tra Stati.
Un passo decisivo, secondo il docente, sarebbe puntare sul debito comune europeo: l’Europa si finanzierebbe sui mercati a condizioni migliori rispetto a quelle che molti singoli Paesi ottengono in autonomia, e usare quelle risorse per infrastrutture, transizione energetica, industria e rafforzamento dell’economia. Il debito comune, inoltre, renderebbe la governance economica più equa e solidale.
Infine, Mangiameli sottolinea che non basta condividere il debito: serve un coordinamento stabile e continuo delle politiche economiche e sociali, insieme a una legislazione più armonizzata.
