Delitto di Garlasco, l'avvocato De Rensis (Foto: Filorosso)
Sono state molto interessanti le dichiarazioni rilasciate dall’avvocato Antonio De Rensis a Filorosso, durante il blocco su Garlasco. Nel corso dell’ultima puntata del talk di Rai Tre, come vi abbiamo già segnalato tramite le pagine de IlSussidiario.net, il penalista bolognese si è soffermato sui feroci attacchi all’indirizzo della procura di Pavia e dei carabinieri di via Moscova in Milano, nell’ambito dell’indagine su Garlasco. “Una cosa mai vista prima”, ci tiene a sottolinea De Rensis, stupito dal fatto che durante l’indagine su Stasi la procura dell’epoca venne ritenuta intoccabile, mentre ora ci si dimentica che rappresenti comunque lo stato.
De Rensis, durante l’intervista, ha parlato anche dell’ormai nota sit del colonnello Cassese al procuratore Civardi, infarcita di molti “non ricordo”, dicendosi certo che l’arma dei carabinieri indagherà su questa vicenda “perchè si è carabinieri fino alla fine”, e anche in questo caso dicendosi esterrefatto dal fatto che il maresciallo De Vecchi non ricordi la circostanza del famoso scontrino di Andrea Sempio “Di cui è a conoscenza tutta Italia”.
A proposito del verbale di Sempio del 4 ottobre 2008, l’avvocato di Stasi si domanda come abbiano fatto Cassese e De Vecchi a sentire in contemporanea proprio Sempio nonché i suoi due amici Biasibetti e Capra, che come da verbali risultano tutti escussi nella stessa fascia oraria, indicativamente dalle ore 10:40 alle 14:40. Ma la parte senza dubbio più rilevante dell’intera intervista di De Rensis è stata senza dubbio quella sulla revisione di Stasi e a riguardo l’avvocato ha detto, senza troppi giri di parole, che insieme a Bocellari non si limiterà a chiedere la revisione, ma indagheranno per cercare di capire tutte le irregolarità commesse nel corso dell’indagine.
