Donald Trump (Foto: screen dal Tg1)
E’ di fatto uno sfogo contro il sistema elettorale americano quello di Donald Trump. Durante il discorso alla nazione mandato in onda in diretta televisiva nelle scorse ore, il tycoon ha puntato il dito proprio contro il sistema di voto statunitense, definendolo troppo debole e troppo vulnerabile. Secondo Trump esisterebbero delle prove che le elezioni del 2020, quelle che hanno visto la vittoria di Joe Biden ai suoi danni, siano state truccate sia dal Venezuela, tramite l’intervento dell’ex dittatore Maduro, ma soprattutto dalla Cina.
Trump ha infatti spiegato che da 6 anni a questa parte Pechino avrebbe raccolto dati su ben 220 milioni di elettori americani, e lo stesso ha dato mandato alle autorità di far emergere la verità e di capire perchè ci sia stato questo insabbiamento. Donald Trump ha poi sottolineato la vulnerabilità delle macchine che contano i voti, storcendo anche il naso di fronte al fatto che 278mila non americani possono votare alle elezioni.
Il discorso di Trump si rivolge in particolare a ciò che accadrà il prossimo novembre 2026, quando si terranno le elezioni di midterm, di metà mandato, attraverso cui gli elettori saranno chiamati a rinnovare congresso e senato. Sarà una prova molto complessa per Trump che dopo la guerra in Iran attualmente in corso sembra aver perso diversi consensi. Il tycoon spera però di ribaltare i pronostici di modo da poter governare gli Stati Uniti serenamente negli ultimi due anni di presidenza che gli restano, portando quindi a termine il proprio programma elettorale: vedremo quello che succederà.
