Luiz Inacio Lula da Silva, presidente del Brasile (ansa)
Si sono aperti nella mattinata di oggi i seggi delle elezioni in Brasile per una sfida elettorale cruciale e dall’esito quanto mai incerto che potrebbe arrivare già nel corso delle prossime ore: quasi 160 milioni di cittadini sono chiamati alle urne per decidere le sorti del Paese, in un voto che non assegna soltanto la presidenza, ma rinnova anche i governatori e gran parte del Congresso nazionale, con la chiusura delle votazioni attesa per le ore 22 italiane.
La corsa a 13 in Brasile è – nei fatti – un testa a testa serrato tra due visioni del mondo opposte: da un lato il presidente uscente Luiz Inacio Lula da Silva, in cerca del quarto mandato, e dall’altro Flavio Bolsonaro, senatore del Partito Liberale deciso a raccogliere l’eredità politica del padre Jair; con gli ultimi sondaggi che confermato un Paese profondamente spaccato, con Lula in leggero vantaggio al primo turno ma agganciato dal rivale nell’ipotesi di un ballottaggio, già fissato per il 25 ottobre.
I brasiliani – per i quali il voto è obbligatorio – si trovano in un clima di forte polarizzazione, con la sicurezza, il costo della vita e l’economia del Brasile al centro delle preoccupazioni; mentre, grazie al collaudato sistema delle urne elettroniche, i risultati della notte riveleranno subito se il gigante sudamericano confermerà la rotta progressista, virerà verso destra o richiamerà gli elettori alle urne sul finire del mese.
