Pedro Sanchez, Spagna (Ansa)
Il governo di Pedro Sanchez è a un passo dal baratro politico dopo la pesante bocciatura parlamentare di due decreti contro l’emergenza abitativa, affossati dai voti decisivi degli indipendentisti catalani di Junts uniti a PP e Vox: un vero e proprio golpe politico che rischia di trasformarsi nel catalizzatore per nuove elezioni anticipate, fortemente caldeggiate dagli stessi socialisti dell’attuale premier per il prossimo 29 novembre.
Mentre Sanchez si prende una pausa di riflessione e ascolta i suoi fedelissimi prima di scogliere la riserva, il Paese reale sembra essere esploso nella rabbia: decine di migliaia di cittadini, infatti, sono scesi in piazza in oltre 50 città per denunciare il caro affitti e difendere il diritto alla casa, chiedendo a gran voce uno sciopero generale.
I cortei hanno registrato momenti di altissima tensione: a Madrid, infatti, la polizia ha dovuto fare da scudo a Puerta del Sol contro le incursioni dei gruppi di estrema destra e a Valencia la protesta è sfociata in duri scontri con agenti feriti e diversi arresti; con il premier Sanchez che si trova di fronte al dilemma cruciale tra cercare una (complessa) mediazione o rimettere la parola agli elettori e alle urne, concedendo – secondo gli ultimi sondaggi – una probabile vittoria al Partito Popolare.
