Ministro Valditara (Foto: Ansa)
Gravissima episodio nei confronti del ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara: ha ricevuto una busta contenente un proiettile e una lettera. Come vi segnaliamo già sulle pagine de IlSussidiario.net la vicenda risale al mese di agosto ma il ministro avrebbe sporto denuncia solo in questi giorni. La missiva sarebbe stata spedita da Salerno e oltre a contenere un proiettile calibro 7,85, aveva al suo interno uno scritto in cui si parlava di presunte irregolarità nei confronti dei diplomi nelle scuole private del salernitano. Non è ben chiaro a cosa ci si riferisca ma in ogni caso la minaccia è stata presa seriamente e sulla vicenda è stata quindi aperta una indagine da parte delle forze dell’ordine preposte. Si cercherà di risalire quindi al mittente, molto probabilmente analizzando eventuali tracce genetiche lasciate sul proiettile e la busta, cosa non semplice visto che è presumibile che l’autore abbia indossato dei guanti e prese tutte le precauzioni. Secondariamente si cercherà di indagare in quel di Salerno, provando a capire chi potrebbe avercela appunto con il ministro Valditara ma soprattutto con le scuole private del territorio.
Dopo la diffusione della notizia è partita una solidarietà da parte delle principali forze politiche, a cominciare dal presidente del consiglio, Giorgia Meloni, ma anche il vicepremier Tajani, il leader della Lega Salvini e molti altri ancora, certi e convinti che queste minacce non fermeranno comunque il lavoro e l’operato del ministro Valditara. Ricordiamo che il titolare del MIUR è stato spesso e volentieri oggetto di minacce e preso di mira, e proprio di recente, in quel di Bologna, era stato appeso un manichino raffigurante lo stesso ministro, da parte del collettivo OSA, un buon modo per iniziare l’anno scolastico 2026-2027. Quella della minaccia col proiettile è un modus operandi che ci riporta indietro nel tempo, precisamente ai famosi anni di piombo, quando però le minacce erano spesso e volentieri susseguite da azioni concrete. Fortunatamente quel periodo buio si è chiuso da un pezzo ma in ogni caso gli inquirenti non prenderanno assolutamente sottogamba la lettera spedita all’esponente del governo Meloni: chissà che non si riesca a risalire al responsabile, lo scopriremo nelle prossime settimane.
