Pedro Sanchez, Spagna (Ansa)
Dopo la bocciatura dei decreti legge sulla casa da parte del Congresso, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha ufficialmente annunciato le elezioni anticipate, con il ritorno alle urne per il prossimo 29 novembre: la decisione – maturata al termine di intense consultazioni con i vertici del PSOE e largamente attesa dei media – punta a rinnovare la maggioranza progressista e a contrastare l’ondata dell’estrema destra guidata da Vox.
La bocciatura dei provvedimenti proposti da Sanchez – noti come “decreti Maricarmen” – è stata determinata dal voto dei conservatori di Junts, uniti all’opposizione del Partito Popolare e di Vox: il rigetto ha scatenato un’imponente mobilitazione popolare con oltre 500 mila persone sono scese in piazza in più di 50 città per rivendicare il diritto all’abitare, sfociando anche in forti tensioni a Madrid e Valencia.
Nonostante la crisi politica e l’ombra di recenti scandali giudiziari che indeboliscono la sua figura, Sanchez punta a far approvare le tutele abitative tramite la Deputazione permanente prima dello scioglimento delle Camere; mentre l’opposizione guidata da Alberto Nunez Feijóo (del PP) esulta per la convocazione delle elezioni, pronta a trattare un’alleanza con la destra di Vox e – dall’altra parte dello spettro politico – la coalizione di sinistra Sumar lavora a una candidatura unitaria.
